RETEGB

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Domenica, 28 Novembre 2021 16:45

Progetto fotovoltaico Cacheu

IMPIANTO DI PANNELLI FOTOVOLTAICI PRESSO IL CENTRO NUTRIZIONALE DI CACHEU


L’associazione Rete Guinea Bissau  ha collaborato con le suore brasiliane della congregazione di Nossa Senhora Aparecida, per il potenziamento delle attività del Centro di Educazione alimentare e sanitaria, punto di riferimento della zona per migliorare la salute materna e diminuire la mortalità infantile. Con la collaborazione dei volontari veronesi e grazie all’intervento della Regione Veneto, nell’ambito della cooperazione internazionale, la nostra associazione ha contribuito alla realizzazione delle strutture, fornitura dei macchinari necessari alla fabbrica (essiccatoi, macine,....), e alla posa dei pannelli fotovoltaici che garantiscono autonomia elettrica al centro nutrizionale. 
All’inizio del progetto, erano seguiti 500/550 bambini all’anno. Di questi 130 avevano una denutrizione moderata e 17 grave. Nel 2018 i bambini seguiti sono stati 831, di cui 821 di peso e crescita normale, 9 con denutrizione moderata e 1 con denutrizione grave, grazie al lavoro sistematico dei formatori e personale del progetto No Kume Sabi e all’uso degli integratori prodotti nella sua fabbrica.

Domenica, 28 Novembre 2021 16:41

Progetto Jardim de Infancia Canchungo

Domenica, 28 Novembre 2021 15:48

Progetto scuola Catchobar

REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA SCUOLA A CATCHOBAR

 

Nel febbraio 2020 il vescovo di Bafatà mons Zilli, ci ha inviato una richiesta per la ricostruzione della scuola di Catchobar, una tabanka che dista 15 km da Empada, nella regione di Quinara, della diocesi di Bafatà. E’ un villaggio molto povero e lontano da qualsiasi servizio primario, dove non c’è un ambulatorio sanitario e c’è un’unica scuola. La popolazione vive principalmente di agricoltura. La comunità è povera, non solo non ha mezzi economici per la sussistenza, ma non ha neanche i mezzi culturali e scolastici per poter crescere. La quasi totalitá degli adulti di questo villaggio non è mai andata a scuola.

 

Per questo il vescovo chiedeva aiuto alla Rete Guinea Bissau.

La Caritas diocesana della Guinea Bissau si era resa disponibile per supervisionare la realizzazione della struttura e per seguire successivamente sia l'insegnamento sia la parte amministrativa della scuola. La comunità si era resa disponibile nella realizzazione pratica della costruzione e a fornire un contributo economico pari ad un sacco di cemento per famiglia (pari a 5 €). Inoltre un donatore poteva dare un contributo di 4.400 €. per la costruzione.

Il primo preventivo fatto in Guinea Bissau era di 18.700.000 F.cfa. (28.500 €), per la realizzazione di 4 aule scolastiche e 2 sale da adibire all’amministrazione. All’associazione Rete Guinea Bissau era quindi richiesto un aiuto economico di 20.000/25.000 € circa.

Tra il mese di ottobre 2020 e gennaio 2021 a Catchobar sono iniziati i lavori, tra molte difficoltà legate alla stagione delle piogge e soprattutto alla situazione di emergenza sanitaria. Nel frattempo, l’anno scolastico 2020/2021 si è svolto in “aule” sotto le foglie di palma.

Padre Dingana, parroco locale e supervisore dei lavori di costruzione, ci ha tenuto costantemente aggiornati sull’andamento dei lavori; ci ha sempre riferito dell’entusiasmo della popolazione locale per la nuova struttura e sulla collaborazione di tutti. I lavori sono stati diretti da esperti guineani provenienti da San Francisco da Floresta, per assicurare una costruzione con materiali idonei, per renderla duratura nel tempo e sicura.

Attualmente la struttura è completata; in questa settimana verrà finita anche la pittura delle pareti, ma già alcune classi sono iniziate. Le iscrizioni non sono ancora terminate in quanto le famiglie intere sono impiegate nel raccolto dei campi.

 

Grazie al contributo dei nostri soci e sostenitori durante la campagna natalizia e durante tutto l’anno 2020/2021, la scuola è stata ricostruita.

Per la realizzazione di questa scuola la Rete ha raccolto 18.234 € a fronte di una richiesta di 21.000 €.

Grazie a tutti.

Il Direttivo Novembre 2021.

 

 

 

Domenica, 28 Novembre 2021 15:14

Progetto "Jo Joaquim"

 

PROGETTO DI AIUTO SANITARIO “ JO JOAQUIM”

 

Nell’inverno del 2020, in piena epoca di pandemia a livello mondiale, alla nostra associazione è giunto un invito a prendere in considerazione un progetto di tipo sanitario, rivolto ad un ragazzo dodicenne della Guinea Bissau.

La richiesta riguardava Jo Joaquim, giovane di Bissau, affetto da una grave patologia oculistica che lo stava portando alla cecità.

Dopo aver interpellato l'equipe medica della Clinica Oculistica di Verona, che ha dato parere positivo circa la possibile guarigione a seguito di un intervento chirurgico, il direttivo ha iniziato il percorso necessario per far arrivare Jo in Italia, in collaborazione con la famiglia che avrebbe ospitato il ragazzo a Verona, nella loro casa.

Grazie all’aiuto economico da parte della Regione Veneto che, in ambito della cooperazione internazionale nel settore sanitario ha accettato di finanziare le spese legate all’ospedalizzazione, il direttivo, dopo aver valutato tutti gli aspetti relativi a questo progetto, ha potuto organizzare l’arrivo di Jo in Italia.

Per sostenere le spese del viaggio aereo, abbiamo ricevuto la collaborazione della Fondazione Flying Angels, che ha comprato i biglietti di andata e ritorno da e per la Guinea Bissau.

Attualmente Jo sta proseguendo le visite di controllo settimanali e i medici assicurano che entro breve potrà tornare a vedere bene.

Il percorso sanitario è lungo e a volte complesso; ma il rientro di Jo in Guinea sarà possibile per il mese di febbraio 2022.

Nel frattempo, grazie all’impegno di alcuni volontari, Jo vive esperienze quotidiane nuove ed interessanti, compresa la scuola in Italia, che frequenta con molto interesse.

 

 

Domenica, 21 Luglio 2019 19:23

CHI SIAMO

Lunedì, 10 Settembre 2018 16:37

Chiesa in Guinea Bissau

LA STORIA DELLE DIOCESI DI GUINEA BISSAU

  • 1533  Creazione della Diocesi di Capo Verde che includeva anche la “terra ferma” di Guinea.
  • 1867  Creazione del Vicariato Generale di Guinea, dipendente dalla Diocesi di Capo Verde, ma già con una certa autonomia.
  • 1940  Creazione della missione “sui iuris” di Guinea, indipendente dalla Diocesi di Capo Verde.
  • 1955  Creazione della Prefettura Apostolica di Guinea.
  • 1977  Creazione della Diocesi di Bissau, il 21 marzo 1977 e nomina del suo primo Vescovo nella persona del francescano italiano dom Settimio Arturo Ferrazzetta con la bolla “Rerum catholicarum” di papa Paolo VI.
  • 1999  Il 26 gennaio 1999 muore il Vescovo dom Settimio A. Ferrazzetta.
  • 2000  Ordinazione episcopale del primo Vescovo guineano, dom Josè Câmnate na Bissign, il 12 febbraio 2000 oggi coadiuvato dall’Ausiliare dom José Lampra Cà.
  • 2001  Creazione della Diocesi di Bafatà, il 13 marzo 2001 e nomina del primo Vescovo nella persona del sacerdote del PIME dom Pedro Carlos Zilli con la bolla “Cum ad fovendam” di papa Giovanni Paolo II.
  • 2001  Inaugurazione del Seminario Maggiore di Bissau il 13 ottobre 2001.


L’EVANGELIZZAZIONE FINO ALL’INDIPENDENZA
È a partire dal 1660 con l'arrivo dei Francescani portoghesi a Cacheu prima e poi a Bissau, che inizia veramente l'evangelizzazione in Guinea con sufficiente continuità. Era sviluppata con lo stile itinerante con solo alcuni punti fermi, soprattutto negli ostelli di Cacheu e Bissau. Da qui si irradiava nei vari punti del territorio toccando anche il Sénégal, la Guinea Conakry e la Serra Leone. A questi primi missionari itineranti si deve l'inizio dell'evangelizzazione in questi territori. Il numero di questi primi missionari è sempre stato ridotto, raramente oltrepassava la decina di persone che si distribuivano tra Cacheu, Farim, Geba, Bissau e Ziguinchor.
Una certa importanza ha rivestito la presenza dei Padri Secolari, soprattutto nel secolo XIX. Inviati dal Portogallo alcuni di loro erano originari di Capo Verde e Goa. Quelli originari di Guinea Bissau erano abbastanza pochi e per lo più concentrati nel secolo XIX.
Dal 1940 è stata affidata alla Chiesa la responsabilità delle scuole Primarie non ufficiali. L'evangelizzazione così passò attraverso queste scuole e il professore di queste era anche il catechista della Missione. Era questa una condizione sicuramente migliore di quella precedente il 1940 anche se il sostegno non era molto e l'insegnamento non era esteso a tutti (gli adulti non frequentavano la scuola).  Fin dal 1932 alla Chiesa è stata lasciata una notevole indipendenza nel campo dell'assistenza e promozione sociale; basterà ricordare il lebbrosario ci Cumura (1955) e i tanti presidi sanitari sparsi praticamente in quasi tutte le missioni. Da ricordare anche la tipografia delle missioni che, oltre a pubblicare un diario durato 25 anni, ha consentito la preparazione di tecnici di valore come pure molti usciti dalle scuole professionali di Cumura.

L’EVANGELIZZAZIONE DOPO L’INDIPENDENZA
Dopo l'indipendenza proclamata unilateralmente il 21 settembre 1973 e riconosciuta dal Portogallo l'anno seguente, le scuole sono state nazionalizzate e di conseguenza non hanno potuto più essere il veicolo preferenziale dell’evangelizzazione, tanto più che lo Stato si presentava come “laico” che non significava ostile alla religione, ma non poteva privilegiare alcune di esse di conseguenza la Chiesa ha dovuto puntare a realizzare alcuni obiettivi:

  • maggior penetrazione all’interno del Paese;
  • maggior numero di Istituti religiosi presenti e operanti nel Paese;
  • ricerca di una linea comune di pastorale data la diversità di provenienza e culture presenti nei vari Istituti;
  • intensificazione del lavoro vocazionale;
  • aggiornamento del lavoro di evangelizzazione e sviluppo della promozione sociale;
  • miglioramento degli strumenti diocesani di pastorale;
  • inaugurazione del Seminario Maggiore di Bissau;
  • creazione della Diocesi di Bafatà e intronizzazione del suo primo Vescovo(2001)

Domenica 26 aprile 2009 si è svolta a Selva di Progno la commemorazione di S. E. Monsignor Settimio Arturo Ferrazzetta, nel decennale della sua scomparsa, organizzata dal Comune di Selva di Progno, dall’Associazione Rete Guinea Bissau onlus, dalle parrocchie e dal gruppo missionario di Selva.

La giornata, inaugurata dal saluto del Sindaco di Selva di Progno, è stata rallegrata dalla notizia più bella che la Guinea Bissau possa ricevere.

Le Diocesi della Guinea Bissau e l’ordine dei Francescani minori hanno avviato le pratiche per la beatificazione di Mons. Ferrazzetta.

La notizia è stata data quasi in sordina dal Provinciale dei Frati minori al termine della celebrazione, presieduta da S.E. Monsignor Josè Câmnate, Vescovo di Bissau e successore del compianto Bispo Settimio, ed è stata accolta con grandissima gioia e commozione. Ora si aprirà il lungo iter, che ci auguriamo arrivi a una conclusione positiva.

Durante la celebrazione, Monsignor Câmnate ha tracciato un ricordo di Dom Settimio come uomo, frate e Pastore. Più volte ha sottolineato quanto la sua figura sia importante tutt’oggi per tutta la Guinea Bissau, senza distinzione di religione o etnia, e che tutti lo venerano come un Padre della patria.

Monsignor Câmnate ha parlato anche del documento che è stato pubblicato di recente da tutti i capi delle religioni del Paese, Cattolici, Evangelici e Musulmani, e che costituisce un appello alla popolazione e alle autorità affinché le elezioni, previste per il 28 giugno, portino un vero cambiamento di pace e riconciliazione per la Guinea Bissau, come avrebbe voluto Mons. Ferrazzetta. E proprio il motto spirituale di Mons. Ferrazzetta è stato preso come spunto dai leader religiosi: La verità vi renderà liberi. Non ci può essere vera libertà, ha affermato Mons. Câmnate, senza verità. La Guinea Bissau ha bisogno di verità e di riconciliazione. Mons. Ferrazzetta lo sapeva e lo ha predicato con forza in ogni momento, anche durante i difficili mesi della guerra civile.

Câmnate ha ricordato anche la grande umanità di Ferrazzetta, che non faceva distinzioni tra ricchi, potenti e miseri. Per lui erano tutti uguali e tutti venivano accolti nello stesso modo, nel suo studio, seduti sulla stessa sedia.

Infine il Vescovo di Bissau ha fatto un appello alla comunità guineana in Italia, affinché non perda la grande eredità spirituale che Mons. Ferrazzetta ha lasciato e sia unita nel comune sforzo di fare qualcosa di buono per la Guinea Bissau. Solo superando le divergenze, le diversità di etnia e religione si potrà rendere onore a Mons. Ferrazzetta e aiutare il Paese che amava tanto.

La giornata, che si è conclusa con il pranzo offerto dal Comune di Selva di Progno,è stata l’occasione per festeggiare la bella notizia dell'avvio del processo di beatificazione di questo straordinario Vescovo, un vero Frate Minore.

 
Associazione Rete Guinea Bissau onlus

Lunedì, 10 Settembre 2018 15:57

È ARRIVATO IL 5x1000

È arrivata la comunicazione dello stanziamento del 5x1000 che i nostri soci e sostenitori hanno destinato alla Rete Guinea Bissau per l’anno 2007 (ricordiamo che nel 2006 erano stati 487 gli amici che ci hanno sostenuto con € 13.475,79).

Nel 2007 sono stati 399 gli amici che ci hanno dato il loro appoggio destinandoci il 5x1000 delle loro imposte, e che soprattutto ci hanno fatto sentire il loro incoraggiamento.

A loro va il nostro più sentito e riconoscente grazie!

Ci sono stati destinati € 12.687,86 che per noi sono preziosi. Tutti sanno che i tempi odierni sono difficili per tutti e in particolare per le associazioni di volontariato. I problemi e le richieste delle Diocesi guineane sono sempre più pressanti e le necessità premono. Ecco perché quanto ci è stato destinato ci è prezioso. Ma lo è soprattutto perché ci incoraggia e ci fa sentire che ci sono amici che condividono le nostre fatiche e i nostri ideali. Quindi grazie a tutti, grazie di cuore!

 
Il Presidente e il Direttivo

“Schermi giganti ‘sponsorizzati’, un’antenna parabolica e un luogo di ritrovo possibilmente al chiuso perché qui ha cominciato a piovere. Poi tanto tifo per le squadre africane, ma anche per il Brasile e il Portogallo. Sono questi i mondiali di calcio qui in Guinea Bissau”. Raggiunto dalla Misna, padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), racconta l’evento sportivo dell’anno per la prima volta organizzato in Africa (in Sudafrica), così come viene visto da uno dei paesi più poveri del continente.

“Gli aggiornamenti su specifici fatti sportivi vengono dati di continuo dalle radio che sono il primo e più accessibile mezzo di comunicazione – continua padre Sciocco, che è anche animatore di Radio ‘Sol Mansi’ – ma le partite sono viste in diretta sia nelle grandi città che nei piccoli villaggi. I mondiali sono momento di incontro e alle partite è possibile assistere grazie agli schermi messi a disposizione da aziende e imprese che durante l’intervallo promuovono concorsi a premio mettendo in palio loro prodotti”. La partita diventa così momento di incontro e centro di piccoli commerci. “Nei luoghi più affollati – conclude padre Davide – sono immancabili i venditori ambulanti di polpettine fritte, ma vanno a ruba anche i dolci, su tutti le ‘donette’ e i ‘risoich’"

Fonte: Misna 25-06-2010

Niente più missioni all’estero né auto di lusso per gli esponenti del governo: le misure, annunciate in un comunicato del primo ministro Carlos Gomes junior, avrebbero l’obiettivo di ridurre e razionalizzare le spese di uno stato fortemente indebitato nei confronti di paesi stranieri. Le disposizioni prevedono che le missioni all’estero dei ministri siano sostituite da più economiche visite degli ambasciatori accreditati nei paesi di volta in volta interessati. Il divieto all’acquisto delle “auto blu”, invece, scatterà se la spesa dovesse superare l’equivalente di 30.000 euro.

Le misure sono parte di un piano di tagli della spesa pubblica che dovrebbe tra l’altro permettere allo stato di beneficiare per tre anni di una riduzione del 98% del servizio del debito contratto nei confronti dei paesi del cosiddetto Club di Parigi, un debito stimato in circa 185 milioni di euro. Da Bissau fonti della MISNA sostengono che i tagli possono costituire “un primo passo” nella giusta direzione perché toccano “ingiusti privilegi”. Ma il risanamento dello stato, questa l’idea di fondo, sarà possibile solo con cambiamenti di respiro ampio. “Il problema – dicono alla MISNA – è la subordinazione delle istituzioni e della politica agli interessi del narcotraffico, che continua a condizionare la vita pubblica del paese”.

Fonte: Misna 28-07-2010

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