VESCOVO AUSILIARE DI BISSAU: “DIALOGO PER RIPRISTINARE NORMALITÀ”- Misna 01 giugno 2012 ore 12.25

“C’è stato un colpo di Stato e ovviamente la Guinea Bissau in questo momento non si trova in una situazione di normalità. Tenendo conto di ciò è in corso un dialogo perché il governo di transizione avallato dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao) e chi stava prima al potere e non riconosce il nuovo esecutivo trovino punti di contatto per il bene del paese”. Lo dice alla MISNA monsignor José Lampra, vescovo ausiliare di Bissau all’indomani di nuove sanzioni (mirate contro alcuni individui) decise dall’Unione Europea.

“Il principio che abbiamo fatto nostro – prosegue monsignor Lampra che insieme ad altri rappresentanti della Chiesa, della società civile e di altre comunità religiose sta mediando tra le parti politiche – è quello di tener conto delle differenti sensibilità. E’ un fatto che il governo attuale è stato costituito in accordo con la Cedeao ed è altrettanto vero che il Paigc (al potere fino allo scorso aprile) non lo ha legittimato. Il nostro lavoro è dunque stato quello di mantenere aperta la porta del dialogo perché le soluzioni trovate possano essere quanto più inclusive anche per evitare mali peggiori. Ed è un lavoro tuttora in corso”.

La Guinea Bissau si stava preparando per il secondo turno delle elezioni presidenziali che il 29 aprile avrebbero dovuto vedere di fronte il candidato del Paigc ed ex primo ministro Carlos Gomes Junior e il candidato del Partito di rinnovamento sociale Koumba Yala. Il 12 aprile però i militari hanno organizzato un golpe arrestando primo ministro e presidente e sospendendo le garanzie costituzionali. Alla transizione si è arrivati dopo l’intervento della Cedeao che ha anche inviato un contingente militare di circa 600 uomini.

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