Cosa chiede Ndame

In Guinea Bissau non si trova materiale di buona qualità, pertanto, per la realizzazione dell'impianto tutto l’occorrente verrà acquistato totalmente in Italia, poi si dovrà trasportare il tutto con un container, affrontando spese di trasporto e sdoganamento non indifferenti. Il montaggio e la manutenzione ordinaria si è pensato di affidarli ad un gruppo di ragazzi locali, che con l’aiuto di un ex padre del PIME da 30 anni volontario in Guinea, si stanno formando per poi in futuro poter gestire autonomamente una ditta specializzata nel settore.

Le batterie scelte sono del tipo “a vaso aperto” che costano meno delle batterie ermetiche e che hanno limiti di temperatura più larghi e tensioni di carica meno critiche e non necessitano di un locale climatizzato a 25°C massimo. Come invece servirebbe per le batterie ermetiche, ambiente questo difficile da garantire a N’DAME. Le batterie formano un solo banco serie da 48V composto da 24 elementi da 2 V e da 1200 Ah. Il gruppo elettrogeno alimenterà l’intero impianto e provvederà alla ricarica delle batterie nel solo caso di guasto agli inverter solari, o per prolungata mancanza di insolazione nella stagione delle piogge.

E’ stata scelta la configurazione di inverter “ridondante” in quanto se uno di essi non funziona correttamente lo si isola e l’impianto è sempre funzionante.

Oltre alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico sarà necessario il rifacimento dei montanti di connessione tra gli inverter e le singole case in quanto quelli esistenti sono datati e non in buono stato e la sostituzione delle lampade sarà da valutare nel prossimo futuro.

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