HOME   CHI SIAMO   LE DIOCESI E IL PAESE

                                                                      

SEGUIAMO LE VICENDE DEL GOLPE MILITARE ATTUALMENTE IN CORSO

 

LA CRISI POLITICA FRENA L’ECONOMIA - Misna 04 luglio ore 14.00

Sono stati sospesi ieri per l’assenza dei 67 deputati del Paigc, il partito al potere fino al golpe dello scorso 12 aprile, i lavori del Parlamento della Guinea Bissau. Il Paigc, che nel parlamento ha la maggioranza assoluta, continua a chiedere il ristabilimento dell’ordine costituzionale con il ritorno dell’ex primo ministro Carlos Gomes Junior e dell’ex presidente Raimundo Pereira.

“Una situazione di stallo che riguarda in generale tutto il paese traghettato in una fase di transizione non pienamente legittimata dalla comunità internazionale” dice alla MISNA Samuele Tini, responsabile dei progetti di Mani Tese in Guinea Bissau.

Secondo Tini le conseguenze di questo impasse si stanno cominciando a sentire soprattutto sul piano economico. “Gli accordi con la pesca firmati con l’Unione Europea valgono sulla carta circa 9 milioni di euro – dice – ma sono stati sospesi. Una cifra solo apparentemente esigua, perché se rapportata all’economia del paese vale da sola il 10% circa del budget dello Stato”.

E’ poi altrettanto evidente il vuoto lasciato dall’Angola che su pressione dei militari ha ritirato una propria missione e contemporaneamente bloccato i vari progetti condotti in diverse zone della Guinea Bissau, in particolare per la costruzione di caserme di polizia, potenzialmente considerata strumento in grado di bilanciare lo strapotere di colonnelli e generali.

La speranza è ora riposta nella Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao) e nella possibilità che le fratture interne si risanino sia con il contribuito dei paesi della regione sia con quello delle forze politiche guineane. Intanto il Prodotto interno lordo, che avrebbe dovuto far segnare un +5%, quest’anno non dovrebbe andare oltre un più 2%.

 

LIBERATI AUTORI TENTATO GOLPE DI DICEMBRE - Misna 22 Giugno 2012 ore 13.40

E’ stato liberato l’ex capo della Marina militare della Guinea Bissau, l’ammiraglio José Americo Bubo Na Tchuto, detenuto dallo scorso dicembre in relazione a un tentato colpo di Stato contro l’allora primo ministro Carlos Gomes Junior. Riferita dai media locali, la notizia della liberazione risale a ieri e Bubo Na Tchuto si troverebbe attualmente nella sua casa. Insieme a lui sono stati liberati cinque militari, anch’essi in carcere per coinvolgimento nel fallito colpo di Stato. Fonti locali della MISNA riferiscono che le motivazioni del rilascio non sono ancora chiare.

Bubo Na Tchuto era il più alto in grado tra i golpisti che lo scorso 26 dicembre avevano tentato di rovesciare il governo. Sulla vicenda non è mai stata fatta veramente luce e alcuni osservatori hanno sostenuto che più di un golpe si potrebbe essere trattato di un regolamento interno alle Forze armate.

Da allora comunque lo scenario in Guinea Bissau è completamente cambiato. Il 12 aprile sono stati ancora una volta i militari, sotto la guida del capo di stato maggiore, il generale Antonio Indjai, ad attuare con successo un golpe. L’intervento dell’esercito ha preceduto di alcune settimane il secondo turno delle presidenziali (mai tenuto) e costretto a lasciare il paese il presidente ad interim Raimundo Pereira e Carlos Gomes Junior. Quest’ultimo, che al ballottaggio avrebbe dovuto sfidare l’esponente dell’opposizione Koumba Yala, era ampiamente accreditato come probabile prossimo presidente della Guinea Bissau.

 

DOPO GOLPE E TRANSIZIONE ORA È “SPOIL SYSTEM” - Misna 15 Giugno 2012 - ore 14.45

Amministratori e responsabili di aziende statali, comprese radio e televisioni sono stati sostituiti o sono in procinto di esserlo: lo riferiscono diverse fonti locali della MISNA in Guinea Bissau secondo cui l’esecutivo di transizione creato in seguito al colpo di Stato dello scorso 12 aprile si è attivato in questo senso attuando un vero e proprio “spoil system”.

Le sostituzioni stanno riguardando anche le aziende preposte all’erogazione dell’acqua e della corrente elettrica, gli amministratori locali e regionali. Secondo alcuni osservatori gli avvicendamenti costituiscono il segnale preoccupante di una politica che non va verso l’inclusione e il dialogo, ma che sembra imporre con la forza il volere della parte che ha preso il potere alle spese dell’ex partito al governo, il Paigc.

In Guinea Bissau, il golpe attuato dai militari ha interrotto il processo elettorale – il 29 aprile si sarebbe dovuto eleggere un nuovo presidente – e condotto a una transizione mediata dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao). Gli accordi raggiunti hanno nei fatti consegnato la Guinea alla vecchia opposizione.

 

COMINCIA RITIRO CONTINGENTE ANGOLANO - Misna 07 Giugno 2012 ore 11.25

E’ cominciato da qualche ora il ritiro della missione angolana in Guinea Bissau. Presenti dallo scorso anno, i militari di Luanda stanno caricando da ieri attrezzature e mezzi su una nave inviata a Bissau mentre una prima parte del contingente è già stato imbarcato su un aereo da trasporto.

La presenza angolana rientrava ufficialmente negli sforzi del governo di Carlos Gomes Junior di riformare le forze armate e si era concretizzata in corsi di addestramento per la polizia, nella costruzione di una scuola di polizia e nella ristrutturazione di diverse caserme. L’obiettivo, dicono fonti locali della MISNA, era quello di far crescere il peso della polizia così da ridurre quello dell’esercito da sempre attore interessato alla scena politica.

Un progetto di riforma fallito con il golpe attuato lo scorso 12 aprile dai militari che hanno giustificato il loro intervento sostenendo l’esistenza di un accordo segreto tra l’Angola e il deposto governo di Gomes Junior ai danni del paese.

Il ritiro del contingente angolano sta avvenendo nell’ambito dell’accordo di transizione mediato dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao), contestato dal vecchio partito al potere, il Paigc. Sulla base dell’accordo è adesso presente a Bissau una missione della Cedeao di alcune centinaia di militari forniti dai paesi della regione.

 

VESCOVO AUSILIARE DI BISSAU: “DIALOGO PER RIPRISTINARE NORMALITÀ”- Misna 01 giugno 2012 ore 12.25

“C’è stato un colpo di Stato e ovviamente la Guinea Bissau in questo momento non si trova in una situazione di normalità. Tenendo conto di ciò è in corso un dialogo perché il governo di transizione avallato dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao) e chi stava prima al potere e non riconosce il nuovo esecutivo trovino punti di contatto per il bene del paese”. Lo dice alla MISNA monsignor José Lampra, vescovo ausiliare di Bissau all’indomani di nuove sanzioni (mirate contro alcuni individui) decise dall’Unione Europea.

“Il principio che abbiamo fatto nostro – prosegue monsignor Lampra che insieme ad altri rappresentanti della Chiesa, della società civile e di altre comunità religiose sta mediando tra le parti politiche – è quello di tener conto delle differenti sensibilità. E’ un fatto che il governo attuale è stato costituito in accordo con la Cedeao ed è altrettanto vero che il Paigc (al potere fino allo scorso aprile) non lo ha legittimato. Il nostro lavoro è dunque stato quello di mantenere aperta la porta del dialogo perché le soluzioni trovate possano essere quanto più inclusive anche per evitare mali peggiori. Ed è un lavoro tuttora in corso”.

La Guinea Bissau si stava preparando per il secondo turno delle elezioni presidenziali che il 29 aprile avrebbero dovuto vedere di fronte il candidato del Paigc ed ex primo ministro Carlos Gomes Junior e il candidato del Partito di rinnovamento sociale Koumba Yala. Il 12 aprile però i militari hanno organizzato un golpe arrestando primo ministro e presidente e sospendendo le garanzie costituzionali. Alla transizione si è arrivati dopo l’intervento della Cedeao che ha anche inviato un contingente militare di circa 600 uomini.

 

TRANSIZIONE PROCEDE, MIGLIORA SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA - Misna 29 maggio 2012 ore 14.15

Qui a Bissau è un via vai continuo di aerei, secondo le ultime notizie proprio oggi dovrebbe cominciare la partenza dei soldati angolani mentre è vicino il completamento della missione della Cedeao”: sono questi gli ultimi sviluppi in Guinea Bissau riferiti alla MISNA da padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime) e fondatore di Radio Sol Mansi.

Gli angolani fanno parte di una missione inviata da Luanda a Bissau nel 2011 su richiesta del governo dell’ex primo ministro Carlos Gomes Junior. In seguito al colpo di stato dello scorso 12 aprile, i golpisti hanno inserito la fine della missione in cima all’agenda dei punti concordati con la Comunità economica dei paesi del’Africa occidentale per arrivare all’attuale fase di transizione.

La missione inviata dalla Cedeao è invece composta da militari messi a disposizione da Nigeria, Burkina Faso e Senegal: a loro spetterà il compito di garantire la transizione fino alle elezioni che dovrebbero essere organizzate entro un anno.

La vita nel paese sembra intanto tentare di tornare alla normalità. Lo sciopero dei dipendenti pubblici cominciato ad aprile – inizialmente contro il golpe e poi trasformato in una iniziativa di carattere sociale ed economico – è stato sospeso dopo il pagamento di una mensilità rimasta in arretrato. E anche i prezzi spuntati dai contadini nella vendita della castagna di caju (anacardo) sono aumentati consentendo un respiro di sollievo a un settore fondamentale dell’economia locale e maggiori introiti da quello che è il principale prodotto di esportazione.

Dubbi restano infine sulla sorte dell’ex capo di stato maggiore José Zamora Induta. Vicino a Gomes Junior, Induta si era da qualche tempo rifugiato presso la rappresentanza diplomatica dell’Unione Europea ma sarebbe ora in Senegal

 

AD ABUJA SI DECIDE INVIO MISSIONE MILITARE - 14 maggio 2012 ore 14.00

Entro venerdì le truppe della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) entreranno in Guinea Bissau. Lo ha sostenuto il ministero della Difesa nigeriano, in apertura oggi ad Abuja di un vertice dei capi di stato maggiore della regione.

La riunione, preceduta da un incontro dei militari con il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, dovrebbe stabilire modalità di un dispiegamento pensato per due motivi principali: consentire il ritiro della missione angolana presente a Bissau dal 2011, garantire il corretto svolgimento della transizione seguita al golpe dello scorso 12 aprile.

Secondo varie indiscrezioni, a Bissau arriveranno circa 600 militari forniti da Nigeria, Costa d’Avorio, Togo e Senegal. Ad Abuja si sta discutendo anche della situazione in Mali dove oltre a un colpo di Stato che ha esautorato l’ex presidente Amadou Toumani Touré permane aperto il fronte nel nord del paese, caduto sotto controllo di diversi gruppi armati.

Sul fronte politico, si resta in attesa della formazione di un governo di transizione che dovrebbe essere formato dal presidente di transizione Serifo Nhamadjo. Una nomina, questa, respinta dall’ex partito al potere, il Paigc, che proprio oggi ha fatto mancare il numero legale per poter tenere una seduta del parlamento.

 

CEDEAO DICE SÌ AI MILITARI, NHAMADJO ALLA PRESIDENZA - Misna 11 maggio 2012 ore 14.00

E’ già al lavoro per scegliere il primo ministro che guiderà il governo di transizione Serifo Nhamadjo. Sconfitto al primo turno delle elezioni presidenziali dello scorso 18 marzo (dove era arrivato terzo dietro a Carlos Gomes Junior e Koumba Yala), in qualità di presidente dell’Assemblea nazionale Nhamadjo è stato scelto dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) come presidente di transizione. In questo modo la Cedeao è nei fatti venuta incontro a una richiesta in tal senso fatta dai militari autori del golpe dello scorso 12 aprile.

Già lo scorso 21 aprile Nhamadjo era stato indicato dai militari quale possibile capo di Stato in luogo del deposto Raimundo Pereira – riparato in Costa d’Avorio insieme all’ex primo ministro e candidato presidenziale Carlos Gomes Junior – ma in quel caso era stato il diretto interessato a fare un passo indietro.

Questa volta, con la benedizione della Cedeao, Nhamadjo ha accettato e ha già detto di aver avviato consultazioni per la formazione di un governo. Passi che dovrebbero portare entro un anno a nuove elezioni e alla conclusione della transizione.

Fornendo i dettagli degli ultimi sviluppi, il segretario di Stato nigeriano agli Affari Esteri Nurudeen Mohammad – alla guida di una delegazione Cedeao in queste ore a Bissau – ha ufficializzato la posizione dell’organismo regionale ma non ha fatto riferimento alla missione militare che dovrebbe arrivare nel paese per prendere il posto di un contingente angolano presente dal 2011 e inviso ai militari locali.

A contestare le decisioni della Cedeao è stato il Partito africano per l’indipendenza di Capo Verde e Guinea Bissau (Paigc). Al potere da anni, l’ex partito al potere si è opposto alla soluzione che ha definito “incostituzionale” e che porterà alla guida del paese “un presidente non eletto democraticamente”.

 

ATTESA DELEGAZIONE CEDEAO PER RIPRESA NEGOZIATI - Misna 09 maggio 2012 ore 19.10

E’ atteso al massimo entro venerdì l’arrivo in Guinea Bissau di una delegazione della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) incaricata di portare avanti le trattative per la transizione e il dispiegamento nel paese di una forza militare regionale.

Lo ha annunciato oggi il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, capo del gruppo di contatto creato per seguire le vicende della Guinea Bissau dove lo scorso 12 aprile i militari hanno attuato un golpe destituendo primo ministro e capo di Stato e interrompendo le elezioni presidenziali (dopo il primo turno del 18 marzo, il ballottaggio si sarebbe dovuto tenere il 29 aprile).

Secondo fonti locali della MISNA la delegazione avrà il compito di individuare possibili soluzioni per ripristinare l’ordine costituzionale in collaborazione con i parlamentari locali. Il punto di maggior attrito con i militari ha riguardato la scelta di un presidente di transizione: la giunta non vuole il ritorno di Raimundo Pereira riparato in Costa d’Avorio, mentre l’ex partito al potere, il Paigc, si oppone alla scelta di personalità al di fuori dell’attuale parlamento.

 

PAESI LUSOFONI PER MAGGIORI PRESSIONI SU GOLPISTI - Misna 07 maggio 2012 ore 9.00

Con una risoluzione approvata a Lisbona in occasione di una riunione straordinaria, la Comunità dei paesi di lingua portoghese (Cplp) ha condannato il golpe organizzato in Guinea Bissau il mese scorso e chiesto il ripristino dell’ordine costituzionale.

Pur indirettamente, la Cplp ha preso le distanze dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) che ha ammorbidito le sue posizioni nei confronti dei golpisti accogliendone di fatto alcune richieste in occasione del suo recente vertice a Dakar.

Riuniti a Lisbona, i rappresentanti dei paesi lusofoni hanno proposto la formazione di un gruppo di contatto sotto il coordinamento delle Nazioni Unite e con delegati di Unione Africana, Cplp e Cedeao. Hanno inoltre sostenuto il regime di sanzioni imposto dall’Unione Europea (che ha colpito sei esponenti della giunta al potere) e sottolineato la necessità di rilanciare la riforma delle forze armate della Guinea Bissau e combattere l’impunità e la minaccia costituita dal narcotraffico in Africa occidentale. Quest’ultimo punto è stato fatto in riferimento alla presenza di gruppi della criminalità internazionale che utilizzano la Guinea Bissau come testa di ponte tra America latina ed Europa per gestire una serie di traffici illeciti.

La scorsa settimana la Cedeao, condannando il golpe e chiedendo il ripristino delle garanzie costituzionali, aveva raccomandato l’avvio di un periodo di transizione di 12 mesi con un passaggio dei poteri dai militari a un nuovo presidente del parlamento e a un governo di larghe intese. Il riferimento alla scelta di un nuovo presidente del parlamento sembra andare in direzione delle richieste fatte dai militari che rifiutano il reinsediamento di Raimundo Pereira (attualmente riparato in Costa d’Avorio insieme all’ex primo ministro Carlos Gomes Junior). Quest’ultimo, già alla guida del parlamento, ai sensi della Costituzione vigente aveva preso il posto del presidente Malam Bacai Sanha, scomparso lo scorso gennaio in seguito a una malattia.

 

CEDEAO AMMORBIDISCE POSIZIONI CONTRO GIUNTA MILITARE  Misna 04 maggio 2012 ore 14.00

Hanno chiesto la liberazione dei prigionieri “illegalmente detenuti”, preso atto del rilascio del presidente ad interim Raimundo Pereira e dell’ex primo ministro Carlos Gomes Junior, e concesso di fatto alcune aperture alla giunta militare al potere dallo scorso 12 aprile in Guinea Bissau: così i capi di Stato della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) hanno chiuso un vertice straordinario tenuto ieri a Dakar, in Senegal, e dedicato ai due fronti aperti della regione, Guinea Bissau e Mali.

La Cedeao, ripartendo dalle conclusioni di un precedente vertice tenuto ad Abidjan lo scorso 26 aprile, ha raccomandato l’avvio di un periodo di transizione di 12 mesi con un passaggio di poteri dai militari a un nuovo presidente del parlamento e a un governo di larghe intese. Il riferimento alla scelta di un nuovo presidente del parlamento sembra andare in direzione delle richieste fatte dai militari che rifiutano il reinsediamento di Pereira (attualmente riparato in Costa d’Avorio). Quest’ultimo, già alla guida del parlamento, ai sensi della Costituzione vigente aveva preso il posto di Malam Bacai Sanha, scomparso lo scorso gennaio in seguito a una malattia.

I capi di stato della regione hanno inoltre ribadito l’intenzione di inviare un contingente militare che prenderebbe il posto della missione angolana in Guinea Bissau (forte di circa 600 uomini) e garantirebbe il processo di transizione: ma se ad Abidjan si era stabilito di inviare i soldati entro un breve lasso di tempo, a Dakar non è stata fatta menzione di un preciso calendario.

Contro la giunta resteranno in vigore sanzioni diplomatiche, economiche e finanziarie fino a quando il piano proposto di uscita della crisi sarà accettato. Ieri era stata l’Unione Europea a stabilire a sua volta sanzioni mirate contro sei esponenti della giunta.

 

NEGOZIATI IN STALLO, CEDEAO IMPONE SANZIONI CONTRO GIUNTA - Misna 30 aprile 2012 ore 13.30

Sanzioni contro la giunta militare al potere in Guinea Bissau dallo scorso 12 aprile sono state imposte oggi dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas). Riuniti a Banjul, capitale del Gambia, i ministri degli Esteri del gruppo di contatto della Cedeao hanno ritenuto insufficienti le aperture fatte finora dalla giunta e considerata invalida una transizione avviata in seguito a un accordo tra i militari e una parte dell’opposizione.

A Banjul, a rappresentare la giunta c’era il capo di stato maggiore dell’esercito Antonio Indjai che secondo un comunicato della Cedeao “non è sembrato disponibile a negoziare preferendo chiaramente affrontare le conseguenze”.

Le sanzioni seguono di alcuni giorni il rilascio dell’ex presidente ad interim, Raimundo Pereira, e dell’ex primo ministro Carlos Gomes Junior: i due erano stati arrestati nelle ore immediatamente successive al golpe e si trovano adesso in Costa d’Avorio dove sono arrivati venerdì notte. Il rilascio era avvenuto all’indomani della decisione della Cedeao di inviare truppe in Guinea Bissau che non è ancora chiaro come e quando arriveranno.

A sostenere nei fatti i militari sono alcuni partiti di opposizione e alcuni candidati alle elezioni presidenziali. Un candidato di opposizione sconfitto alle elezioni, Manuel Serifo Nhamadjo, è stato nominato presidente della transizione – un processo sconfessato appunto dalla Cedeao – mentre il numero due del Partito di rinnovamento sociale (Prs), Ibraima Sory Djalo, è stato scelto per guidare il Consiglio nazionale di transizione (Cnt). Il Prs è anche il partito di Koumba Yala, altro candidato alle presidenziali che avrebbe dovuto sfidare al ballottaggio del 29 aprile (saltato a causa del golpe) Carlos Gomes Junior, candidato ufficiale del Partito africano per l’indipendenza di Capo Verde e Guinea Bissau (Paigc).

 

ULTIMATUM DI 72 ORE ALLA GIUNTA - Misna 27 aprile 2012 ore 9.13

Riuniti in via straordinaria ad Abidjan, in Costa d’Avorio, i capi di Stato dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) hanno dato 72 ore alla giunta al potere in Guinea Bissau per accettare le loro decisioni in vista di un ritorno all’ordine costituzionale, pena l’imposizione di sanzioni diplomatiche ed economiche, “con effetto immediato”.

Nel comunicato finale del vertice di ieri si legge che la Cedeao/Ecowas “reclama il ripristino immediato dell’ordine costituzionale” per consentire la conclusione del processo elettorale. Le parti politiche sono chiamate “ad accordarsi sulle modalità di una transizione consensuale” in vista della realizzazione delle elezioni entro 12 mesi. I presidenti del blocco regionale chiedono anche “la liberazione immediata e senza condizioni” del primo ministro Carlos Gomes Junior e del presidente ad interim Raimundo Pereira, arrestati in occasione del golpe del 12 aprile, così come di tutte le persone detenute illegalmente.

Così come per il Mali, altro paese al centro del summit di ieri, i capi di stato della Cedeao/Ecowas hanno anche chiesto alla commissione del blocco di iniziare il dispiegamento di una forza militare composta da 5-600 uomini, messi a disposizione da quattro paesi (Nigeria, Togo, Costa d’Avorio, Senegal): obiettivo è facilitare il ritiro della missione di assistenza tecnica e militare angolana presente nel paese dal 2011 e contestata dallo stato maggiore guineano, garantire la sicurezza del processo di transizione e preparare la riforma dei settori della difesa e della sicurezza.

 

SITUAZIONE DI STALLO, ATTESA PER DECISIONI COMUNITÀ INTERNAZIONALE - Misna 24 aprile 2012 ore 18.25

“E’ paralisi in Guinea Bissau, una situazione di stallo con i militari che sembrano indecisi sul da farsi e ancora restii a un passo indietro, ma che rischia di compromettere ulteriormente le condizioni di vita della popolazione”: questo il quadro fatto alla MISNA da fonti missionarie locali secondo cui c’è un sottofondo di insicurezza che sta crescendo in attesa di vedere quali saranno i prossimi sviluppi.

E più che a quanto avviene all’interno del paese, si guarda soprattutto oltreconfine. Ad Addis Abeba si è aperta oggi una riunione del Consiglio di pace e sicurezza dell’Unione Africana (UA) che ha in agenda i tre fronti caldi africani del momento: i due Sudan, il Mali e, appunto, la Guinea Bissau. Scopo della riunione è di esercitare pressioni sui militari golpisti arrivati al potere a Bissau e Bamako, e di evitare una recrudescenza del confronto tra Khartoum e Juba.

In discussione sono anche lo stato di detenzione dell’ex primo ministro della Guinea Biassu, Carlos Gomes Junior, e dell’ex presidente ad interim Raimundo Pereira. Agli arresti due giorni fa sarebbe finito anche il generale Fodé Cassama, ex ministro con delega sugli ex combattenti.

Particolare attenzione è poi rivolta alla riunione della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) in programma domani ad Abidjan, in Costa d’Avorio. Anche in questo caso il tema centrale sarà Bissau.

La comunità internazionale ha di fatto respinto la formazione di un Consiglio nazionale di transizione, maturato da un accordo fra militari e parte dell’opposizione. Trattative sono portate avanti dal vescovo di Bissau, monsignor José Camnate, che sta cercando di mediare tra le parti per arrivare a una soluzione politica di compromesso.

 

GOLPE, CRISI NEL REGNO DELLA CASTAGNA DI CAJU - Misna 24 aprile 2012 ore 8.15

“Oggi in Guinea Bissau hanno ripreso a funzionare le scuole private e alcune istituzioni, ma il grosso delle attività è paralizzato dalla chiusura dei ministeri e dallo sciopero indetto subito dopo il golpe dalle centrali sindacali”: lo riferiscono alla MISNA fonti di Radio ‘Sol Mansi’ sottolineando come la crisi renda più difficili le condizioni di vita e complichi anche l’erogazione di servizi di base, come negli ospedali dove l’assistenza è ridotta al minimo.

La crisi cominciata lo scorso 12 aprile – quando i militari hanno preso il controllo del paese e arrestato primo ministro e presidente ad interim – sta colpendo alcuni settori nevralgici dell’economia nazionale, in particolare quello della castagna di caju (anacardo), principale prodotto guineense che da solo vale l’80% delle esportazioni.

“Il periodo della raccolta è cominciato da circa dieci giorni – dice alla MISNA padre Carlo Adinolfi, missionario degli Oblati di Maria Immacolata, da anni a Farim nel nord del paese – ed entrerà a pieno regime tra un paio di settimane. Tuttavia i contadini stanno spuntando prezzi bassissimi tanto che in molti conservano il raccolto in vista di tempi migliori, mentre chi può cerca di recarsi in Senegal”. L’anacardo è la principale coltivazione della Guinea Bissau e l’unico prodotto da esportazione: “I suoi raccolti – prosegue il missionario – regolano la vita e il benessere di migliaia di famiglie. In genere sono commercianti stranieri, in particolare dalla Mauritania, che comprano il prodotto grezzo dai singoli agricoltori, caricandolo quindi su container al porto di Bissau. Per adesso tutto sembra sospeso, in attesa di sviluppi, dell’aumento dei prezzi e della riapertura della banche”.

La crisi è tra le priorità della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) che ha però annullato un vertice ad essa dedicato e precedentemente fissato, per lunedì, a Conakry. La Cedeao/Ecowas non ha avallato la ‘transizione’ inaugurata dai militari in accordo con una parte dell’opposizione.

La scorsa settimana il candidato di opposizione sconfitto alle elezioni del 18 marzo, Manuel Serifo Nhamadjo, è stato nominato presidente di transizione. La guida del governo è invece andata al numero due del Partito di rinnovamento sociale (Prs), Ibraima Sory Djalo. A guidare il Prs è Koumba Yala che il prossimo 29 aprile avrebbe dovuto affrontare al ballottaggio presidenziale Carlos Gomes Junior, candidato del Partito africano per l’indipendenza di Capo Verde e Guinea Bissau (Paigc, al potere fino al golpe). Un quadro che, secondo molti osservatori, potrebbe nascondere accordi precedenti al colpo di stato tra una parte dell’opposizione e l’esercito.

 

NOMINATI VERTICI TRANSIZIONE, NASCE FRONTE ANTI-GOLPE - Misna 20 aprile 2012 ore 11,11

Il candidato di opposizione sconfitto alle elezioni, Manuel Serifo Nhamadjo, è stato nominato presidente della transizione, mentre il numero due del suo Partito di rinnovamento sociale (Prs), Ibraima Sory Djalo, dirigerà il Consiglio nazionale di transizione (Cnt). I due sarebbero stati scelti “consensualmente” dai militari golpisti e dalle principali formazioni di opposizione che mercoledì hanno firmato un accordo sulla transizione. Entro il termine massimo di due anni la nuova amministrazione dovrà organizzare elezioni presidenziali e legislative. Fino al golpe militare del 12 aprile, Serifo Nhamadjo, 54 anni, era presidente ad interim del parlamento. Dissidente dell’ex partito al potere, il Partito africano per l’indipendenza della Guinea e di Capo Verde (Paigc) dell’ex primo ministro Carlos Gomes Junior, Serifo Nhamadjo è arrivato al terzo posto alle presidenziali del 18 marzo. Il ballottaggio tra Gomes Junior e l’oppositore Koumba Yala avrebbe dovuto tenersi il 29 aprile.

Nel giorno della nomina a sorpresa dei responsabili della transizione, il ‘Paigc’ ha annunciato la creazione di un ‘Fronte nazionale anti golpe’ assieme ad altri otto partiti vicini a Gomes Junior e all’ex presidente ad interim, Raimundo Pereira, entrambi arrestati dai militari. “Portare avanti una lotta politica per ristabilire lo Stato di diritto e restituire il potere a istituzioni elette democraticamente”: è questo l’obiettivo del neo fronte che deve ancora presentare nel dettaglio la sua organizzazione e i suoi interventi. Altri partiti contrari alla giunta ma che non intendono allearsi al ‘Paigc’ avrebbero avviato consultazioni in vista di un’iniziativa congiunta.

Nelle ultime ore è, inoltre, arrivato il duro monito della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) che “non riconoscerà mai alcuna transizione ideata dalla giunta” e che ha definito il Consiglio nazionale di transizione una “usurpazione del potere da parte dei militari” e una “iniziativa illegale”. La Cedeao ha sottolineato che gli ultimi sviluppi istituzionali sono stati decisi nonostante l’impegno scritto preso dalla giunta, durante un incontro a Bissau con la sua mediazione, di ritirarsi per consentire un ritorno immediato all’ordine costituzionale. Una riunione dell’organismo regionale sulla situazione in Guinea Bissau dovrebbe tenersi il 26 aprile ad Abidjan.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunito ieri a New York, per valutare il possibile dispiegamento di una “forza di mantenimento della pace”, ha invece annunciato che “adotterà ogni misura necessaria per ristabilire l’ordine costituzionale e ottenere la liberazione dei dirigenti arrestati”. Ieri il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha incontrato Gomes Junior e Pereira che stanno in “buone condizioni di salute”. Intervenuto al Consiglio a nome della Comunità dei paesi lusofoni, il ministro degli Esteri angolano, Georges Rebelo Chikoti ha sottolineato che “i tempi sono stretti, non possiamo permetterci di aspettare e di lasciare la popolazione soffrire, in balia al potere militare”.

 

GIUNTA FIRMA ACCORDO DI TRANSIZIONE CON OPPOSIZIONE - Misna 19 aorile 2012 ore 10,40

La dissoluzione di tutte le istituzioni e una transizione di due anni al termine della quale verranno organizzate elezioni generali: sono questi i termini dell’accordo firmato dalla giunta militare al potere dal 12 aprile e da una coalizione dei principali partiti di opposizione che la sostengono. Al termine di una riunione tenuta ieri a Bissau, i partecipanti hanno confermato lo scioglimento di tutte le istituzioni antecedenti al colpo di stato della scorsa settimana e la creazione di un ‘Consiglio nazionale di transizione’ incaricato di nominare un presidente e un governo ad interim.

A firmare l’intesa con i militari sono stati gli oppositori all’ex primo ministro destituito Carlos Gomes Junior, favorito al ballottaggio delle presidenziali che si sarebbe dovuto tenere il 29 aprile. Assieme ad altri candidati sconfitti al primo turno, il suo principale contendente Koumba Yala aveva denunciato “brogli massicci” e minacciato di boicottare il ballottaggio. Sia Yala che gli altri oppositori hanno condannato con un certo ritardo il golpe ma hanno delegato i propri rappresentanti a intavolare colloqui con i militari, cominciati domenica scorsa.

L’accordo, firmato davanti alla stampa, precisa che “la struttura gerarchica dell’esercito rimane invariata” e che i militari rientreranno nelle caserme “quando il nuovo presidente presterà giuramento”. Rimangono in stato di detenzione il primo ministro uscente Gomes Junior e il presidente ad interim Raimundo Pereira. L’ex formazione di maggioranza, il Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc), ha invece chiesto all’Onu di inviare a Bissau “una forza di stabilizzazione per proteggere la giovane democrazia”.

Nel frattempo la Banca mondiale e la Banca di sviluppo africana (Bad) hanno deciso di sospendere i loro aiuti destinati ai progetti di sviluppo in Guinea Bissau, ma mantengono il sostegno agli interventi urgenti. Una sanzione che si aggiunge a quelle già adottate dall’Unione Africana (UA), dalla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) e da altre istituzioni internazionali che esigono il ritorno all’ordine costituzionale e la liberazione dei dirigenti arrestati. Sulla crisi di Bissau è dedicata la riunione che si terrà oggi al Consiglio di sicurezza dell’Onu per valutare i termini di un’eventuale missione da dispiegare nell’ex colonia portoghese. La presidenza ivoriana della Cedeao ha convocato per il 26 aprile a Abidjan un vertice straordinario dei 15 Stati membri dell’organismo regionale per valutare la situazione sia in Guinea Bissau che in Mali.

 

UNIONE AFRICANA SOSPENDE BISSAU, VESCOVI CHIEDONO DIALOGO - Misna 17 aprile 2012 ore 14.35

L’Unione africana (UA) ha sospeso oggi la Guinea Bissau e ha prospettato sanzioni in seguito al colpo di Stato militare dello scorso giovedì. “Il Consiglio di pace e sicurezza dell’UA – riferisce una nota – ha deciso di sospendere con effetto immediato Bissau e di congelare tutte le sue attività in seno all’organismo fino a quando l’ordine costituzionale non sarà ristabilito”.

In un messaggio alla nazione, i vescovi cattolici della Guinea Bissau hanno intanto manifestato la loro preoccupazione per i recenti sviluppi e affermato che il colpo di Stato ha peggiorato una situazione già grave con conseguenze non prevedibili.

Nel loro messaggio i vescovi “condannano questa opzione militare e tutte le forme di violenza intraprese per risolvere i nostri problemi” e auspicano il “rispetto della Repubblica e delle istituzioni democraticamente elette” così come il “ricorso alla via del dialogo come strada maestra per rinsaldare riconciliazione, giustizia e armonia sociale”. I vescovi concludono il loro messaggio appellandosi alla comunità internazionale perché “contribuisca a trovare soluzioni appropriate alla situazione attuale”.

Fonti di Radio Sol Mansi hanno intanto riferito alla MISNA che i militari hanno autorizzato le radio private a riprendere le loro trasmissioni ammettendo anzi di aver commesso un errore a bloccarle in precedenza. La mancanza di informazioni, hanno ammesso gli stessi vertici dell’esercito, ha contribuito ad aggravare la situazione e spinto una parte della popolazione di Bissau, soprattutto donne e bambini, a dirigersi nei villaggi di origine.

 

GOLPE, DELEGAZIONE CEDEAO A BISSAU PER MEDIAZIONE - Misna 17 aprile 2012 ore 09.45

Sono andati avanti per diverse ore nella notte tra ieri e oggi i colloqui tra una delegazione della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedao/Ecowas) e i militari autori del golpe dello scorso giovedì in Guinea Bissau. Lo riferiscono diverse fonti locali e internazionali secondo cui della delegazione fanno parte diversi ministri e capi delle forze armate della regione. Il gruppo dei mediatori è guidato da Kadré Désiré Ouédraogo, presidente della Commissione della Cedeao che ha evitato finora qualunque dichiarazione. La giunta – che ha concordato con alcuni partiti di opposizione la costituzione di un Consiglio nazionale di transizione, ieri è stata apertamente criticata da alcuni tra i principali candidati alle elezioni presidenziali che si stavano tenendo nel paese. Il gruppo dei cinque, guidato da Koumba Yala – leader del Partito di rinnovamento sociale che avrebbe dovuto scendere in campo al secondo turno contro l’ex primo ministro e candidato del partito al potere Carlos Gomes Junior – ha chiesto il ripristino dell’ordine costituzionale.

La Giunta sta intanto mantenendo chiuse le frontiere terrestri e marittime, chiuso lo spazio aereo. I militari avrebbero però accettato come mediatore il presidente uscente di Timor est e premio Nobel per la pace Ramos Horta. Incerte restano poi le condizioni di Gomes Junior e del presidente ad interim Raimundo Pereira, attualmente agli arresti. Secondo alcune fonti locali a Gomes è stato consentito però di partecipare alla riunione con la Cedeao prima di tornare nuovamente sotto custodia militare.

 

I GOLPISTI PROMETTONO UNA SOLUZIONE POLITICA, È CAOS - Misna 13 aprile 2012 ore 19.00

Un incontro tra rappresentanti dei militari golpisti ed esponenti dei partiti politici è cominciato questa sera a Bissau: lo dicono alla MISNA giornalisti dell’emittente “Radio Sol Mansi”, accreditando le notizie su un arresto e a un successivo trasferimento del primo ministro Carlos Gomes Junior in una base dell’esercito.

“Per ora – sottolineano le fonti della MISNA – all’incontro stanno partecipando i rappresentanti del partito di Koumba Yala ma non di quello di Gomes, il candidato vincitore del primo turno delle elezioni presidenziali”.

I giornalisti di “Radio Sol Mansi” ritengono verosimili le indiscrezioni che danno il primo ministro agli arresti nella base militare di San Vicente, situata circa 45 chilometri a nord della capitale. Certo appare l’arresto del presidente Raimundo Pereira.

In una nota diffusa nel pomeriggio i militari avevano sostenuto di convocare la riunione con i partiti con l’obiettivo di trovare “una soluzione politica” a “una situazione di caos e paura”. La tensione, in effetti, resta alta. La televisione di Stato ha ripreso a trasmettere, ma manda in onda soltanto musica. I confini con gli altri paesi sono stati chiusi, mentre arrivavano le condanne dell’Unione Africana e dell’Onu. Le strade principali della Guinea Bissau restano presidiate dai militari. La loro tesi, o almeno la tesi dei golpisti, è che il governo stesse attuando un piano “per neutralizzare l’esercito”.

 

MILITARI ‘SPIEGANO’ GOLPE, PRIME CONDANNE INTERNAZIONALI - Misna 13 aprile 2012 ore 15.00

Hanno denunciato un presunto complotto ordito da primo ministro e capo dello Stato i militari, autori del golpe, che ieri sera hanno attaccato la residenza di Carlos Gomes Junior.

Secondo una nota letta in queste ore a ruota continua sulle frequenze della radio di Stato, Gomes – che da un paio di mesi ha in realtà lasciato la poltrona di primo ministro per potersi candidare alle presidenziali – e il presidente a interim Raimundo Pereira avrebbero sottoscritto un accordo segreto con il governo dell’Angola con l’intento di legittimare la presenza di truppe straniere in Guinea Bissau, in particolare quelle angolane, così da “impiegarle all’occorrenza per proteggere il governo” in caso di crisi.

“Il comando militare – prosegue la nota – non ha ambizioni di potere, ma è stato costretto ad agire per difendersi da azioni diplomatiche del governo che intendeva neutralizzare l’esercito attraverso forze straniere”. I golpisti fanno diverse allusioni all’Angola, accusata di aver paventato in più occasioni l’ipotesi di interventi armati nel paese, e chiedono alla popolazione, in particolare a quella di Bissau, di astenersi da atti di violenza e di vandalismo.

Incerte restano le informazioni su Gomes e su Pereira. Fonti locali, anche della MISNA, riferiscono dell’arresto dei due, ma la notizia deve ancora essere confermata ufficialmente. Contattata dalla MISNA, la missione locale delle Nazioni Unite ha detto di non avere informazioni precise e ha aggiunto di seguire con attenzione le vicende in corso. Dall’estero sono intanto arrivate le prime reazioni. Il golpe è stato condannato dagli Stati Uniti che hanno chiesto il ripristino dell’ordine costituzionale. Di “atto irresponsabile” ha parlato Desiré Cadré Ouedraogo, presidente della commissione della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas).

 

UNA VOCE DA BISSAU: “SPARI ED ESPLOSIONI, SITUAZIONE ANCORA INCERTA” - Misna 13 aprile ore 11

“Ho sentito spari ed esplosioni di granate intorno alle 19.45 di ieri. La residenza di Carlos Gomes Junior non è distante, stamattina ho provato ad avvicinarmi ma le strade erano chiuse dai militari, sono riuscito a stento ad arrivare alla sede della nostra radio, che come le altre non può però trasmettere per un divieto imposto dai golpisti”. La voce di padre Davide Sciocco arriva al telefono tranquilla, ma anche rassegnata: per l’ennesima volta negli ultimi anni, la Guinea Bissau è di nuovo teatro di trame di potere che interrompono i tentativi di stabilizzazione pure fatti.

“In questo momento – prosegue il missionario del Pontificio istituto missioni estere – ci sono dei militari di guardia alla sede della nostra radio ‘Sol Mansi’ e la stessa situazione riguarda le altre emittenti. Le uniche a funzionare sono quelle che trasmettono da fuori il paese. Non ci sarebbero vittime”.

Dalle informazioni in possesso dell’interlocutore della MISNA sembra che il presidente ad interim Raimundo Pereira sia agli arresti così come alcuni ministri. Pare invece che Carlos Gomes Junior – già primo ministro e candidato alle presidenziali del partito al potere – sia riuscito a mettersi in salvo. Una situazione in divenire e ancora volatile, con i militari guidati dal capo di Stato maggiore dell’esercito, Antonio Indjai intervenuti a pochi giorni dal turno di ballottaggio del 29 aprile che avrebbe visto di fronte il favorito Gomes e Koumba Yala, leader del Partito di rinnovamento sociale.

Mentre non è ancora chiara quale sia la posizione di quest’ultimo rispetto al golpe, sembra evidente che i militari abbiano deciso di muoversi all’indomani della sospensione di una missione militare angolana nel paese (la Missang). Proprio ieri, infatti, il governo di Luanda ha deciso di sospendere la sua cooperazione con la Guinea Bissau dove è presente un contingente militare, ufficialmente incaricato di fornire sostegno per la riforma delle forze armate. In realtà, la missione ha nei fatti garantito anche la sicurezza dell’attuale esecutivo. Nelle scorse settimane Indijai aveva chiesto la fine della missione angolana, il governo si era invece opposto. Alla fine è stata Luanda deciderne la sospensione proprio per la mancata cooperazione dei vertici dell’esercito della Guinea Bissau.

 

TENTATIVO DI GOLPE: MILITARI ANNUNCIANO PRESA DEL POTERE - Misna 13 aprile 2012 ore 09.00

Non è ancora chiaro dove si trovino l’ex primo ministro della Guinea Bissau, Carlos Gomes Junior, e il presidente ad interim Raimundo Pereira, ma in un messaggio letto ieri alla radio nazionale, l’esercito ha annunciato di aver preso il controllo del paese. Gomes Junior è il candidato alle presidenziali del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc) e al primo turno del 18 marzo ha ottenuto il 48,97% delle preferenze. Al ballottaggio del 29 aprile (il condizionale adesso è d’obbligo) avrebbe dovuto sfidare Koumba Yala, leader del Partito di rinnovamento sociale, arrivato secondo con il 23,26% dei voti. Quest’ultimo aveva però annunciato di voler boicottare le elezioni denunciando brogli su larga scala.

I militari – che secondo fonti locali della MISNA nelle settimane scorse avevano inviato precisi messaggi a Gomes assassinando il colonnello Samba Djalo e costringendo alla fuga l’ex capo di Stato maggiore dell’esercito, José Zamora Induta, uomini entrambi vicini a Gomes – ieri hanno preso d’assalto la residenza dell’ex primo ministro e secondo fonti di stampa locale avrebbero anche arrestato il presidente Pereira.

Nei giorni scorsi governo e militari erano arrivati ai ferri corti per la presenza di un gruppo di militari angolani, ufficialmente in Guinea Bissau per cooperare nella riforma dell’esercito. Il capo di stato maggiore, Antonio Indjai, aveva ufficialmente chiesto la fine della missione; una richiesta respinta dal governo comunque sotto controllo di Gomes.

Negli ultimi anni, la vita politica interna nel piccolo paese dell’Africa occidentale è stata segnata da golpe, pronunciamenti militari e omicidi eccellenti. Una situazione resa complessa anche dalla presenza di gruppi della criminalità internazionale che sfruttano la Guinea Bissau per i loro traffici illeciti, in particolare di stupefacenti, trasformandola in base logistica intermedia tra America latina ed Europa.

E' morto il  Capo di Stato Malam Bacai Sanha. Verso nuove elezioni nel Paese.

E’ morto oggi a Parigi in seguito a una malattia il presidente della Guinea Bissau, Malam Bacai Sanha. Lo hanno riferito fonti governative francesi citate dalla stampa transalpina e confermato fonti locali della MISNA secondo cui gli uffici della presidenza hanno già diffuso un comunicato. Ricoverato da dicembre, prima in Senegal e poi in Francia, Sanha aveva 64 anni ed era stato eletto alla presidenza del piccolo paese dell’Africa occidentale nel giugno del 2009. Esponente del Partito africano per l’indipendenza della Guinea e di Capo Verde (Paigc, al potere) Sanha aveva preso il posto di João Bernardo ‘Nino’ Vieira, ucciso nel marzo del 2009. La scomparsa del capo di Stato avviene in un momento di relativa tensione in Guinea Bissau dove nelle scorse settimane è stato sventato un presunto colpo di Stato che secondo alcuni osservatori potrebbe piuttosto nascondere dissidi interni all’esercito. “In seguito alla morte del presidente Malam Bacai Sanha, la Costituzione prevede le elezioni anticipate e siccome nella seconda parte di quest’anno erano in programma quelle legislative è probabile che i due appuntamenti vengano a questo punto accorpati”: lo dice alla MISNA padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), e fondatore di radio ‘Sol Mansi’, autorevole emittente radiofonica attiva in Guinea Bissau. Secondo la fonte della MISNA si è già tenuta in parlamento una sessione speciale cui hanno anche partecipato i vertici dell’esercito, i ministri e i rappresentanti della diplomazia internazionale presenti a Bissau. “Il comunicato ufficiale che ha confermato la scomparsa di Sanha non specifica quale sia stata la causa della morte – aggiunge il missionario – ma è noto che il capo di Stato soffrisse da tempo di diabete. La nota riferisce inoltre che saranno successivamente comunicati i dettagli sul funerale”. La presidenza a interim, ai sensi della Carta fondamentale, passa al presidente dell’Assemblea nazionale (parlamento) Raimundo Pereira. Per Pereira, in carica dal 2008, si tratta della seconda esperienza di questo tipo: aveva già assunto infatti la presidenza ad interim nel 2009 in seguito alla morte di João Bernardo ‘Nino’ Vieira, ucciso il 2 marzo di quell’anno in circostanze mai del tutto chiarite.

“In seguito alla morte del presidente Malam Bacai Sanha, la Costituzione prevede le elezioni anticipate e siccome nella seconda parte di quest’anno erano in programma quelle legislative è probabile che i due appuntamenti vengano a questo punto accorpati”: lo dice alla MISNA padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), e fondatore di radio ‘Sol Mansi’, autorevole emittente radiofonica attiva in Guinea Bissau.

Secondo la fonte della MISNA si è già tenuta in parlamento una sessione speciale cui hanno anche partecipato i vertici dell’esercito, i ministri e i rappresentanti della diplomazia internazionale presenti a Bissau. “Il comunicato ufficiale che ha confermato la scomparsa di Sanha non specifica quale sia stata la causa della morte – aggiunge il missionario – ma è noto che il capo di Stato soffrisse da tempo di diabete. La nota riferisce inoltre che saranno successivamente comunicati i dettagli sul funerale”.

La presidenza a interim, ai sensi della Carta fondamentale, passa al presidente dell’Assemblea nazionale (parlamento) Raimundo Pereira. Per Pereira, in carica dal 2008, si tratta della seconda esperienza di questo tipo: aveva già assunto infatti la presidenza ad interim nel 2009 in seguito alla morte di João Bernardo ‘Nino’ Vieira, ucciso il 2 marzo di quell’anno in circostanze mai del tutto chiarite

  (09/01/2011 Misna)

Natale in Guinea Bissau da padre Davide Sciocco di "Radio Sol Mansi

"Carissimi amici, ogni tanto mi tocca scrivervi per comunicarvi qualche perturbazione in Guinea Bissau. La notte tra il 25 e il 26 dicembre, forse approfittando proprio del clima festivo, un gruppo di militari con probabile appoggio di alcuni politici, hanno tentato un colpo di Stato o qualcosa di simile. Sono però stati bloccati e senza spargimento di sangue (almeno tra civili) in giornata si é ristabilito l'ordine costituzionale. Nella notte seguente peró piú volte siamo stati svegliati nella notte da vari spari: erano scontri limitati tra le forze dell'ordine e coloro che stavano per essere arrestati. Anche durante la giornata di ieri sono seguite le ricerche, e persino nella nostra casa regionale poliziotti ben armati sono venuti e hanno obbligato ad aprire tutti i locali perché sospettavano che avessimo ospitato uno dei capi della rivolta (naturalmente non c'era nessuno).  Sono state giornate frenetiche, dopo la giornata di Natale così bella tra celebrazioni natalizie, presepi viventi dei bambini e Battesimi. Ma sappiamo che anche Gesù bambino non ha gustato molto la festa per la sua nascita e ha subito la persecuzione di Erode. E cosí anche noi siamo chiamati ancora una volta a stare con questo popolo che soffre, seguendo umilmente l'esempio di S Giuseppe che caricava Gesù Bambino per allontanarlo da Erode. Come Radio sono giorni impegnativi e delicati: come informare? Cosa dire? Devo lodare i nostri giornalisti per il coraggio di andare nei luoghi caldi, e per le notizie riportate in tempi rapidi, e che si sono rivelate sempre vere. Infatti il grande problema é che dobbiamo informare tempestivamente (il silenzio favorisce ogni tipo di abuso e illegalità) ma anche dobbiamo essere certi di non dare informazioni sbagliate. Un esempio: la sera seguente é arrivato il generale capo dell'esercito di terra (quindi non uno qualunque) con i modi di fare un po' "rudi" dei militari di qui quando stanno facendo operazioni militari importanti, accusandoci di dare notizie false, e che voleva parlare immediatamente alla radio per smentire la notizia che lui era un complice e che era stato arrestato. Quando noi gli abbiamo detto che la Radio Sol Mansi non aveva dato quella notizia, ha chiesto scusa: lo avevano portato alla Radio sbagliata, perché era stata un'altra Radio a dare questa notizia falsa. Se fossimo stati davvero noi avremmo avuto seri problemi, e avremmo perso di credibilità. Ora che stanno arrestando vari militari e civili, abbiamo iniziato a trasmettere degli spot dove richiamiamo i diritti umani dei prigionieri e ció che dice la Costituzione sul rispetto delle autorità democratiche. Una cosa bella é che sempre in questi casi i leaders religiosi (cattolici, evangelici e musulmani) fanno appelli comuni alla pace e al rispetto delle persone e delle leggi. Ora la situazione é tornata alla normalità. Vi chiediamo una preghiera per la Pace e perché la gente possa reagire con impegno e coraggio a questa nuova prova. E tentiamo insieme anche una preghiera più forte per chi governa e per i militari: ci vuole un miracolo perché la realtá cambi e non si ripetano questi fatti, ma a questi miracoli dobbiamo crederci e lavorare perché si realizzino. Vi ricordo con amicizia e affetto e vi auguro un anno 2012 colmo dei doni del Signore.  

p. Davide Sciocco

Proteste contro il Primo Ministro Carlos Gomes Junior

Il presidente Malam Bacai Sanha ha consultato ieri dirigenti della società civile e di partiti politici sulle proteste in atto contro il primo ministro Carlos Gomes Junior. “Abbiamo detto al presidente che le manifestazioni continueranno finché il primo ministro non verrà destituito” ha riferito Braima Sori Djalo, capo di un partito d’opposizione. A Gomes Junior viene rimproverato di non aver fatto luce sulle uccisioni dell’ex presidente Joao Bernardo Vieira e di altri alti esponenti nel 2009.

  (27/07/2011 Misna)

Plauso della Chiesa per la legge sull’abrogazione delle mutilazioni genitali femminili

Bissau (Agenzia Fides) - “Desidero ringraziare il Parlamento per l’approvazione della legge contro le mutilazioni genitali femminili nel nostro paese. E’ un segnale di grande impegno a difesa dei gruppi più vulnerabili della nostra società” ha dichiarato il Vescovo di Bissau, Sua Ecc. Mons. José Camnate, in una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Curia di Bissau. Del provvedimento si discuteva dal 2000, ma non si era mai arrivati ad alcuna soluzione definitiva, sottolinea la nota. Secondo Mons. Camnate, probabilmente saranno prevalsi alcuni valori che hanno spinto i deputati a cercare un modo sicuro per procedere e non permettere che sui diritti umani prevalgano le opinioni soggettive di alcuni gruppi. La Chiesa cattolica, in virtù della legge approvata, continuerà a collaborare con le autorità civili per garantire la tutela dei bambini. La legge è stata approvata con 64 voti a favore, 3 astensioni ed 1 voto contrario, e prevede pene da uno e cinque anni di carcere per chi pratica la mutilazione genitale femminile. (AP)

(10/06/2011 Agenzia Fides).

Nomina del Vescovo Ausiliare di Bissau Città del Vaticano: rev.do José Lampra Cà.

 

Nomina del Vescovo Ausiliare di Bissau Città del Vaticano - Il Santo Padre Benedetto XVI in data 13 maggio 2011 ha nominato Ausiliare della diocesi di Bissau (Guinea Bissau) il Rev.do José Lampra Cà, del clero di Bissau, Rettore del Seminario Minore San Kizito e Professore di Filosofia, assegnandogli la sede titolare vescovile di Leptimino.

Il Rev.do José Lampra Cà è nato il 5 gennaio 1964 a Blom, regione di Biombo, nella diocesi di Bissau. Ha seguito gli studi di Filosofia nel Seminario Maggiore di Djibelor, Senegal, e quelli di Teologia nel Seminario Maggiore di Sebikhotane, Senegal. È stato ordinato sacerdote il 27 dicembre 1997. Dopo l’ordinazione sacerdotale, ha ricoperto i seguenti incarichi: 1997-2000: Vice Rettore del Seminario Minore; 1998: Direttore Spirituale nel Seminario Francescano; 1999-2000: Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie; 2000-2005: Studi per il Dottorato in Filosofia nella Pontificia Università Urbaniana a Roma; 2004-2005: Corso di formazione per i formatori nell'Università Pontificia Salesiana a Roma; 2005-2006: Parroco della Parrocchia Cristo Redentor a Bissau; dal 2005: Rettore del Seminario Minore Diocesano, Professore di Filosofia nel Seminario Maggiore di Bissau e Membro del Consiglio Presbiterale .

13 Mag 2011 (Agenzia Fides)

Annullamento del debito della  Guinea Bissau dei Paesi membri del Club di Parigi

 

I Paesi creditori della Guinea-Bissau membri del Club di Parigi hanno deciso l'annullamento del debito di questo Paese dell'Africa occidentale, che ha raggiunto nei tempi stabiliti il 'punto di completamento' dell''Iniziativa per i Paesi poveri fortemente indebitati. "Per contribuire alla sostenibilità del debito della Repubblica della Guinea-Bissau", si legge in un comunicato emesso dai Paesi creditori, "e' stato deciso di annullare il debito di 256 milioni di dollari in valore nominale". Il 'club' ha anche annullato 'a titolo bilaterale un debito di altri 27 milioni, dopo aver preso atto "della determinazione della Guinea Bissau a mettere in opera un programma economico per accelerare la crescita e la riduzione della povertà". Creata nel 1996 dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale, l''Iniziativa dei Paesi poveri fortemente indebitati assiste concretamente le nazioni più povere rendendone 'sostenibile' il debito internazionale.

12 Mag 2011 (AGIAFRO)

Dopo cinque mesi la  televisione riprende a funzionare

Dopo cinque mesi di stop dovuti a problemi tecnici, la televisione della Guinea Bissau è tornata a funzionare lunedì grazie alla cooperazione fornita dall’Angola. Lo riferiscono fonti locali della MISNA dando anche conto delle parole di ringraziamento espresse dal Maria Abiatu Djaló Nandinga, ministro guineano delle Comunicazioni. La riapertura è stata possibile in virtù dell’intervento della Radio nazionale di Angola e di un accordo tra i due governi firmato a settembre. L’intesa prevede forme di collaborazione nei diversi ambiti dell’informazione pubblica, nella formazione dei giornalisti e del personale addetto ad altre mansioni. Angola e Guinea Bissau, pur essendo geograficamente lontane condividono uno stesso passato coloniale e usano entrambe il portoghese come lingua ufficiale. Dalla fine di una trentennale guerra civile (nel 2002), l’Angola ha cominciato ad utilizzare i proventi dei ricchi giacimenti di petrolio che ospita attivando forme di cooperazione economica con i paesi vicini e con quelli lusofoni.

Misna 17/12/2010

Il Primo Ministro accusato di coinvolgimento nell'omicidio di due deputati

Il primo ministro Carlos Gomes Junior sarebbe coinvolto nell'omicidio di due deputati: è l'accusa contenuta in una lettera aperta a firma di una decina di membri del Partito africano per l'indipendenza della Guinea Bissau e del Capo Verde (Paigc, al potere). I deputati del Paigc, Helder Magno Proença e Baciro Dabo, sono stati assassinati nel Giugno 2009: due mesi fa le loro famiglie hanno organizzato a Bissau una marcia per chiedere giustizia. Secondo i firmatari della lettera, l'ex-capo di stato maggiore, l'ammiraglio Jose Zamora Induta avrebbe già confermato il coinvolgimento del primo ministro. Intanto ad essere condannato a tre anni di carcere con la condizionale è l'ex-segretario di Stato al tesoro, Maria Paula Costa, colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici per più di 160.000 dollari; i fatti risalgono al 2006.

Fonte Misna 18/10/2010

"Radio Sol Mansi" in America per narrare la sua testimonianza di dialogo interreligioso


“Le radio locali quale strumento di pace in Guinea Bissau”. È il tema sul quale è stato invitato a intervenire a New York padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), da anni attivo nella piccola realtà del Paese africano, dove ha fondato e dirige Radio Sol Mansi. “La radio – dichiara il missionario all’agenzia Misna – è lo strumento di comunicazione più importante e diffuso in Guinea Bissau e Radio Sol Mansi si è subito distinta per aver scelto una strada di dialogo e di toni pacati. Parliamo di pace, ricordiamo che in Guinea Bissau non ci sono solo conflitti, ma questo non significa non denunciare le ingiustizie o le violazioni dei diritti umani, né nascondere la cronaca quotidiana. Usiamo lo strumento della verità come paradigma della nostra comunicazione”. All’Università di Providence, padre Davide illustrerà gli usi e gli abusi delle radio e il ruolo positivo che la radio può assumere nel suggerire forme di convivenza e di confronto, all’insegna del dialogo interreligioso. “Da tempo – sottolinea – collaboriamo con la Radio coranica: loro ospitano nostri programmi, noi i loro e i giornalisti di entrambi seguono comuni corsi di formazione. Un’alleanza che sta spingendo anche le altre radio a non guardare se si è musulmani o cristiani, di quella o di quell’altra etnia, con effetti benefici sul dibattito politico e su chi ci ascolta”. (L.G.)

Vertice Ecowas ad Abuja, in agenda la situazione della Guinea Bissau

Sarà la situazione politica in Guinea Bissau e la possibilità di inviare sul posto una ‘forza di stabilizzazione’ il tema principale di una riunione straordinaria della Comunità dei paesi dell’Africa occidentale (Ecowas/Cedeao) che si apre oggi ad Abuja, in Nigeria. L’obiettivo della forza di stabilizzazione dovrebbe essere quello di favorire una riforma dell’esercito della Guinea Bissau che gode attualmente di ampi poteri e di un notevole grado di influenza politica. Ieri, con una formula molto diplomatica, la Commissione permanente dell’Assemblea nazionale guineana ha lodato “ogni sforzo che serva a stabilizzare il paese”, ma il suo parere – sottolineano fonti locali della MISNA – non è vincolante e le parole con cui è stato espresso non fanno chiarezza sulla volontà di accogliere o meno soldati dei paesi vicini. Sulla carta, la luce verde all’ingresso di un contingente dell’Ecowas deve in effetti essere data dal governo con una proposta da sottoporre al voto parlamentare e da affidare quindi al presidente Malam Bacai Sanha. Quest’ultimo è partito ieri alla volta di Abuja e oggi parteciperà al vertice. Nella nota che annuncia l’incontro, l’Ecowas affronta direttamente l’argomento della riforma dell’esercito guineano prospettando una serie di iniziative che vanno dall’addestramento degli ufficiali, alla creazione di fondi pensionistici, allo stabilimento di misure a garanzia delle istituzioni repubblicane.

Fonte Misna 17/09/2010

Per i Ministri nè visite all'estero nè auto di lusso

Niente più missioni all’estero né auto di lusso per gli esponenti del governo: le misure, annunciate in un comunicato del primo ministro Carlos Gomes junior, avrebbero l’obiettivo di ridurre e razionalizzare le spese di uno stato fortemente indebitato nei confronti di paesi stranieri. Le disposizioni prevedono che le missioni all’estero dei ministri siano sostituite da più economiche visite degli ambasciatori accreditati nei paesi di volta in volta interessati. Il divieto all’acquisto delle “auto blu”, invece, scatterà se la spesa dovesse superare l’equivalente di 30.000 euro. Le misure sono parte di un piano di tagli della spesa pubblica che dovrebbe tra l’altro permettere allo stato di beneficiare per tre anni di una riduzione del 98% del servizio del debito contratto nei confronti dei paesi del cosiddetto Club di Parigi, un debito stimato in circa 185 milioni di euro. Da Bissau fonti della MISNA sostengono che i tagli possono costituire “un primo passo” nella giusta direzione perché toccano “ingiusti privilegi”. Ma il risanamento dello stato, questa l’idea di fondo, sarà possibile solo con cambiamenti di respiro ampio. “Il problema – dicono alla MISNA – è la subordinazione delle istituzioni e della politica agli interessi del narcotraffico, che continua a condizionare la vita pubblica del paese”.

Fonte: Misna 28-07-2010

Televisione e 'Risoich'... ecco serviti i mondiali

“Schermi giganti ‘sponsorizzati’, un’antenna parabolica e un luogo di ritrovo possibilmente al chiuso perché qui ha cominciato a piovere. Poi tanto tifo per le squadre africane, ma anche per il Brasile e il Portogallo. Sono questi i mondiali di calcio qui in Guinea Bissau”. Raggiunto dalla Misna, padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), racconta l’evento sportivo dell’anno per la prima volta organizzato in Africa (in Sudafrica), così come viene visto da uno dei paesi più poveri del continente. “Gli aggiornamenti su specifici fatti sportivi vengono dati di continuo dalle radio che sono il primo e più accessibile mezzo di comunicazione – continua padre Sciocco, che è anche animatore di Radio ‘Sol Mansi’ – ma le partite sono viste in diretta sia nelle grandi città che nei piccoli villaggi. I mondiali sono momento di incontro e alle partite è possibile assistere grazie agli schermi messi a disposizione da aziende e imprese che durante l’intervallo promuovono concorsi a premio mettendo in palio loro prodotti”. La partita diventa così momento di incontro e centro di piccoli commerci. “Nei luoghi più affollati – conclude padre Davide – sono immancabili i venditori ambulanti di polpettine fritte, ma vanno a ruba anche i dolci, su tutti le ‘donette’ e i ‘risoich’"

Fonte: Misna 25-06-2010

 È ARRIVATO IL 5x1000

 

È arrivata la comunicazione dello stanziamento del 5x1000 che i nostri soci e sostenitori hanno destinato alla Rete Guinea Bissau per l’anno 2007 (ricordiamo che nel 2006 erano stati 487 gli amici che ci hanno sostenuto con € 13.475,79).

Nel 2007 sono stati 399 gli amici che ci hanno dato il loro appoggio destinandoci il 5x1000 delle loro imposte, e che soprattutto ci hanno fatto sentire il loro incoraggiamento.

A loro va il nostro più sentito e riconoscente grazie!

Ci sono stati destinati € 12.687,86 che per noi sono preziosi. Tutti sanno che i tempi odierni sono difficili per tutti e in particolare per le associazioni di volontariato. I problemi e le richieste delle Diocesi guineane sono sempre più pressanti e le necessità premono. Ecco perché quanto ci è stato destinato ci è prezioso. Ma lo è soprattutto perché ci incoraggia e ci fa sentire che ci sono amici che condividono le nostre fatiche e i nostri ideali. Quindi grazie a tutti, grazie di cuore!

 

Il Presidente e il Direttivo

 

Nel giorno del ricordo di Mons. Ferrazzetta la notizia più bella

avviate le pratiche per il processo di beatificazione!

 

 Domenica 26 aprile 2009 si è svolta a Selva di Progno la commemorazione di S. E. Monsignor Settimio Arturo Ferrazzetta, nel decennale della sua scomparsa, organizzata dal Comune di Selva di Progno, dall’Associazione Rete Guinea Bissau onlus, dalle parrocchie e dal gruppo missionario di Selva.

La giornata, inaugurata dal saluto del Sindaco di Selva di Progno, è stata rallegrata dalla notizia più bella che la Guinea Bissau possa ricevere.

Le Diocesi della Guinea Bissau e l’ordine dei Francescani minori hanno avviato le pratiche per la beatificazione di Mons. Ferrazzetta.

La notizia è stata data quasi in sordina dal Provinciale dei Frati minori al termine della celebrazione, presieduta da S.E. Monsignor Josè Câmnate, Vescovo di Bissau e successore del compianto Bispo Settimio, ed è stata accolta con grandissima gioia e commozione. Ora si aprirà il lungo iter, che ci auguriamo arrivi a una conclusione positiva.

Durante la celebrazione, Monsignor Câmnate ha tracciato un ricordo di Dom Settimio come uomo, frate e Pastore. Più volte ha sottolineato quanto la sua figura sia importante tutt’oggi per tutta la Guinea Bissau, senza distinzione di religione o etnia, e che tutti lo venerano come un Padre della patria.

Monsignor Câmnate ha parlato anche del documento che è stato pubblicato di recente da tutti i capi delle religioni del Paese, Cattolici, Evangelici e Musulmani, e che costituisce un appello alla popolazione e alle autorità affinché le elezioni, previste per il 28 giugno, portino un vero cambiamento di pace e riconciliazione per la Guinea Bissau, come avrebbe voluto Mons. Ferrazzetta. E proprio il motto spirituale di Mons. Ferrazzetta è stato preso come spunto dai leader religiosi: La verità vi renderà liberi. Non ci può essere vera libertà, ha affermato Mons. Câmnate, senza verità. La Guinea Bissau ha bisogno di verità e di riconciliazione. Mons. Ferrazzetta lo sapeva e lo ha predicato con forza in ogni momento, anche durante i difficili mesi della guerra civile.

Câmnate ha ricordato anche la grande umanità di Ferrazzetta, che non faceva distinzioni tra ricchi, potenti e miseri. Per lui erano tutti uguali e tutti venivano accolti nello stesso modo, nel suo studio, seduti sulla stessa sedia.

Infine il Vescovo di Bissau ha fatto un appello alla comunità guineana in Italia, affinché non perda la grande eredità spirituale che Mons. Ferrazzetta ha lasciato e sia unita nel comune sforzo di fare qualcosa di buono per la Guinea Bissau. Solo superando le divergenze, le diversità di etnia e religione si potrà rendere onore a Mons. Ferrazzetta e aiutare il Paese che amava tanto.

 La giornata, che si è conclusa con il pranzo offerto dal Comune di Selva di Progno,è stata l’occasione per festeggiare la bella notizia dell'avvio del processo di beatificazione di questo straordinario Vescovo, un vero Frate Minore.

 

Associazione Rete Guinea Bissau onlus